La storia di Punta Ala (precedentemente chiamata Punta Troia, per una leggenda che narrava della tragica fine in mare di un cinghiale con i suoi cuccioli inseguiti dai cacciatori) ha sicuramente origini più antiche, ma i primi documenti che ne citano l'esistenza risalgono alla metá dell'XVI° sec. quando l'isola di Troia con gli annesssi scogli chiamati "I Porcellini" furono donati alla consorte di Cosimo I°, padrone del famoso Stato dei Presidi, per far si che il confinante Filippo II° potesse proteggere i suoi territori a sud di Piombino dalle invasioni saracene. Di lí a poco fù concessa anche la zona interna del promontorio dove vennero erette le torri Hidalgo e Troia Nuova.
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Le vicende storiche si alternarono e Punta Ala fù un territorio ambito e conteso da più proprietari, pensare che fù donato persino al Cottolengo di Torino. Ma il vero come lo possiamo immaginare oggi lo si ebbe durante il periodo del ventennio quando S.E. Italo Balbo acquistò tutta Punta Troia, da Poggio del Piastrone a nord, a Poggio Rio Palma sulla scogliera a sud, escluso il terreno di proprietá Barzellotti. Come prima cosa fù tramutato il nome da Punta Troia a Punta Ala e l'isolotto vicino, da Troia Vecchia, divenne "Lo Sparviero" e solo gli scogli accanto rimasero "I Porcellini" . Furono attuati miglioramenti e costruita una strada più agevole che univa Pian d'Alma fino al Castello di Punta Ala, fece disboscare vaste aree per ricavarne terreni coltivabili. Bonificò l'acquitrino nella zona dell'attuale campo di polo e costruí gli edifici dell'attuale Punta Ala S.p.A. e la "Fattoria tre pini" , attuò un ingente opera meccanizzata di rimboschimento, di illuminazione elettrica e di pompaggio di acque potabili. Punta Ala cominciò cosí a trasformarsi e ad essere un luogo sempre più invitante per risiedere.
Ma fù nel dopoguerra quando la proprietá Balbo passò allo Stato italiano, e poi spezzettata tra eredi e nuovi proprietari che Punta Ala inizio il suo incessante decollo verso l'attuale condizione.
Nel 1960 viene registrato l'atto che trasformava la Punta Ala S.a.S di Costantino Lentati & C. in Punta Ala S.p.a. con sede in Milano. Essa ebbe il compito di costruire la moderna Punta Ala, ma anche il dovere di preservarne le bellezze naturalistiche e faunistiche. Nel 1973 ebbe inizio la costruzione dell'attuale porto, che conta circa 900 posti per ormeggio, e di li a poco anche degli altri complessi residenziali e di servizi.
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