Un viaggio tra Medioevo e Rinascimento alla scoperta della culla dell'arte italiana, plasmata dai piì grandi geni del tempo.
Una delle cittá più belle del mondo, esito dell'estro dei maggiori geni artistici, del potere dei Medici e del loro spirito mecenate. Firenze, museo a cielo aperto da scoprire attraverso un percorso che si snoda da piazza Duomo a piazza della Signoria, fra i palazzi rinascimentali e i capolavori custoditi agli Uffizi e a Palazzo Pitti.
La visita di Firenze inizia dal luogo più rappresentativo della cittá, simbolo dei fasti e del potere della famiglia de' Medici: piazza della Signoria, scenario degli scontri fra guelfi bianchi e neri nel Duecento, del rogo di Savonarola nel Quattrocento, e sicuramente un museo a cielo aperto per via delle magnifiche opere che ancora oggi si possono ammirare. Il colpo d'occhio offre una cartolina, fra le più amate al mondo, con il magnifico Palazzo Vecchio edificato nel 1299 e cosí chiamato dopo che i Medici si trasferirono a Palazzo Pitti. La torre asimmetrica che svetta dagli smerli, la facciata da fortezza, sono gli elementi che più la caratterizzano. Al suo interno meritano una visita il Salone del Cinquecento con gli affreschi del Vasari, il cortile e le sue decorazioni e l'imponente scala che porta al Salone.
Davanti al palazzo si possono notare la statua del David di Michelangelo, una copia dell'originale che si conserva nella Galleria dell'Accademia, e l'Ercole e Caco di Baccio Bandinelli. Sul lato destro del palazzo si erge l'elegante Loggia dei Lanzi del 1376, che porta la firma di Simone Talenti e Benci di Cione. Sotto le ampie volte, dove si svolgevano le cerimonie ufficiali o le importanti riunioni, oggi si possono ammirare alcune importanti gruppi scultorei: il Ratto delle Sabine, nell'angolo destro, Ercole che lotta contro il Centauro Nesso, di Giambologna, Perseo con testa di Medusa, a sinistra, famosa statua di Benvenuto Cellini. Al centro della piazza si nota la statua di Cosimo I a cavallo, realizzata anch'essa da Giambologna, e l'imponente fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammaniti, che i fiorentini chiamano il Biancone. Fra gli edifici medievali sulla piazza si possono ammirare il Tribunale della Mercanzia, dietro la statua di Cosimo I, e al numero 7 il Palazzo Uguccioni.
A destra di Palazzo Vecchio si apre un lungo passaggio che conduce all'Arno: ci troviamo ai piedi la Galleria degli Uffizi fondata da Francesco I de' Medici che affidò il progetto al Vasari, considerata uno dei musei più prestigiosi al mondo. Al suo interno sono custoditi capolavori pittorici di Giotto, Cimabue, Masaccio, Beato Angelico, e degli altri massimi come Michelangelo, Raffaello, Leonardo e Botticelli. La visita richiede un po' di tempo ma è assolutamente imperdibile. Una visita a parte merita il Corridoio Vasariano un lungo passaggio costruito da Vasari e voluto da Cosimo I per collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, consentendo alla corte medicea di attraversare la cittá indisturbata. Il corridoio ospita l'originale collezione degli autoritratti di pittori famosi dal Medioevo al secolo scorso, oltre ad alcuni dipinti e ritratti dei Medici. Attraversandolo si ha il privilegio di una vista sull'Arno assolutamente unica ed esclusiva, soprattutto quando si passa sul Ponte Vecchio. Ma Firenze è in grado di incantare tanto per le sue bellezze artistiche che per quelle paesaggistiche. Raggiungiamo la sponda dell'Arno più vicina agli Uffizi per ammirare l'Arno, il Monte di San Miniato le colline che fanno da cornice alla cittá e naturalmente Ponte Vecchio.
La seconda piazza della cittá che visitiamo è piazza Duomo, o San Giovanni, che per valore storico ed artistico non è da meno a piazza della Signoria. Ogni centimetro dei marmi bianchi di Carrara, verdi di Prato e rossi della Maremma raccontano dell'estro e della genialitá di artisti della portata di Giotto e Brunelleschi. Al centro della piazza l'edificio a pianta ottagonale è il Battistero, che risale al XI secolo, dedicato a San Giovanni, patrono della cittá. Di particolare bellezza sono le porte fra cui la più preziosa è quella di fronte al Duomo su cui Ghiberti raffigurò scene del Vecchio Testamento. L'altro capolavoro della piazza è il Duomo, frutto di seicento anni di lavori che iniziarono alla fine del XIII secolo con Arnolfo di Cambio per proseguire con Giotto ed altri, fino alla realizzazione della facciata che risale al 1887. Capolavoro d'ingegneria è la Cupola costruita dal Brunelleschi, realizzata nel XV secolo e che misura 42 metri di diametro e 55 di altezza. All'interno del Duomo si possono ammirare gli affreschi della cupola di Vasari, le vetrate di Donatello, Ghiberti e Paolo Uccello, e l'orologio meccanico dipinto da Paolo Uccello. La visita della piazza prosegue con il Campanile di Giotto il cui progetto è del 1334 e l'artista vi lavorerá durante gli ultimi tre anni della sua vita. A lui seguiranno Andrea Pisano e Francesco Talenti. L'edificio alto 85 metri risplende grazie ai giochi di luce dei marmi policromi, delle formelle, delle bifore. Vale la pena spendere i soldi del biglietto per una delle migliori panoramiche della cittá e una vista esclusiva sulla cupola del Brunelleschi. Se non si è ancora soddisfatti delle meraviglie fin qui osservate ci si può recare al Museo dell'Opera del Duomo al numero 8 della piazza, dove si conservano le opere un tempo ospitate nei tre importanti edifici della piazza, i modelli e gli attrezzi per la realizzazione della Cupola, una Maddalena di Donatello e la Pietá di Michelangelo del 1550.
Da piazza Duomo ci spostiamo su via borgo San Lorenzo, strada costeggiata da negozi e ristoranti, a metá circa incontriamo il Caffé Nannini, celebre per i suoi pasticcini, i cantucci e il panforte. Proseguiamo fino a raggiungere il Mercato di San Lorenzo rinomato per gli oggetti e l'abbigliamento in pelle, fiore all'occhiello dell'artigianato fiorentino. Qui sorge la chiesa di San Lorenzo la cui facciata su progetto di Michelangelo non fu mai terminata. Entriamo per cercare ai piedi degli scalini del coro un tondo che indica il punto in cui fu sepolto Cosimo il Vecchio o la cappella Martelli in cui è sepolto Donatello. Dai chiostri di accede alla Biblioteca Laurenziana che custodisce la collezione di manoscritti iniziata da Cosimo Vecchio. Dietro la chiesa si possono visitare le Cappelle Medicee mausoleo dei Medici. Da San Lorenzo raggiungiamo via dei Pucci e prima di svoltare in via dei Servi, in via Cavour notiamo il Palazzo Medici Riccardi Poi proseguendo lungo via dei Servi arriviamo a piazza della SS. Annunziata. Al centro è la statua realizzata da Giambologna di Ferdinando I, mentre l'edificio all'angolo con via Colonna è lo Spedale degli Innocenti fondato nel 1419 su progetto di Brunelleschi, che ospita al primo piano la pinacoteca dove è esposta anche l'Adorazione dei Magi di Ghirlandaio. L'edificio di fronte alla statua di Ferdinando I è la chiesa della SS. Annunziata a cui si accede attraverso il portico che immette subito nel Chiostrino dei Voti. All'interno della chiesa si può ammirare il Tabernacolo dell'Annunziata di Michelozzo che ospita un'immagine dell'Annunziata del XIV secolo il cui viso, secondo una leggenda, sarebbe stato dipinto da un angelo.
Di fronte alla stazione sorge una delle chiese più belle di Firenze, si tratta di Santa Maria Novella .Raggiungiamo la piazza omonima per ammirare la facciata un capolavoro in marmo bianco e nero, completata da Leon Battista Alberti. Al centro dello spiazzale che si apre davanti alla chiesa si elevano due obelischi in marmo sostenuti da tartarughe in bronzo, del Giambologna. Dirigiamoci verso la chiesa, la prima della grandi basiliche fiorentine realizzata grazie ai finanziamenti della famiglia Rucellai, come si può leggere sotto il timpano. All'interno si conservano importanti opere: il pulpito e il crocifisso in legno di Brunelleschi, la splendida trinitá dipinta da Masaccio, la cappella di Tornabuoni affrescata dal Ghirlandaio, quella dei Bardi, con affreschi della scuola di Cimabue, e infine la cappella Strozzi con gli affreschi di Nardo e Orcagna che ritraggono Dante e Tetrarca in scene dell'Inferno della Divina Commedia. A fianco della chiesa si aprono il Museo e i chiostri, fra cui il Chiostro Verde in stile gotico-romanico, la cappella Spagnola. Lasciamo questa piazza per dirigerci verso un'altra: quella di Ognissanti, dove sorge l'omonima chiesa. Al suo interno di conserva il celebre Cenacolo del Ghirlandaio. Proseguiamo sul lungarno Corsini per dare un'occhiata al bel panorama che si gode da questo lato del fiume. Rientriamo per un attimo fra i vicoli dove si apre l'elegante via della Vigna Nuova, l'angolo dell'alta moda cittadina, costeggiata dalle boutiques dei più famosi stilisti e dove si può ammirare la bella loggia di Palazzo Rucellai. Da piazza Santa Trinita, su cui si affaccia l'omonima chiesa, raggiungiamo lungarno Acciaiuoli: di fronte a noi Ponte Vecchio, cosí chiamato perchè il più antico della cittá, fu costruito nel 1345, lungo i suoi lati le botteghe dei gioiellieri e orafi.
Da Ponte Vecchio imbocchiamo via Guicciardini, sull'altra sponda dell'Arno, questa strada ci conduce a Palazzo Pitti dalla lunga facciata che occupa un intero lato della piazza. Realizzato da Brunelleschi per Luca Pitti nel 1458 l'edificio fu riscattato da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, nel 1549. Da allora il palazzo è diventato simbolo del potere e del fasto del Granducato. Entriamo nel cortile realizzato dall'Ammannati su cui si affacciano le sale che hanno ospitato i Medici, i Lorena, e Vittorio Emanuele II quando Firenze fu capitale d'Italia. Da non perdere la Galleria Palatina dove è esposta la grande collezione di opere dei Medici che va dal Rinascimento al Barocco, il Museo degli Argenti e la Galleria del Costume. Prima di lasciare questa parte della cittá tratteniamoci ancora un po' per una visita al magnifico giardino di Boboli, giardino all'italiana ricco di fontane e di statue. L'ultima tappa della giornata è Santa Croce il pantheon della cittá, considerata un capolavoro dell'arte gotica, dalla tipica facciata ricoperta di marmo di Carrara alternato a marmi verdi. Entriamo per osservare l'interno a croce egizia, diviso in tre navate da pilastri a forma ottagonale, il soffitto a cassettoni in legno e i monumenti funebri di alcuni grandi personaggi fra cui Michelangelo, Vittorio Alfieri, Rossigni, Ugo Foscolo e Galileo Galilei. Meritano una visita anche i chiostri e la magnifica Cappella de' Pazzi, frutto del genio di Brunelleschi. Per saperne di più e avendo un po' di tempo a disposizione si può visitare il Museo dell'Opera di Santa Croce dove si conserva anche un crocifisso di Cimabue.
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