Rinomata localitá turistica della Costa del Tirreno posta nella parte meridionale della Toscana, incastonata nella Maremma si erge il suo caratteristico abitato tipico medioevale, una localitá unica ed affascinante, caratterizzata dal suo mare più volte premiato e per la qualitá della vita e della gestione territoriale, nel rispetto del turista e dell' ambiente.
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Castiglione della Pescaia è un noto centro balneare sulla costa grossetana.
Di origine romana, potrebbe essere il centro di Salebru citato dalle fonti itinerarie romane. Il paese medioevale si è sviluppato attorno al castello sulla sommitá del poggio, mentre la parte moderna si è sviluppata lungo la costa. Nel X sec. entrò a far parte del dominio pisano e risale alla dominazione pisana la costruzione della prima grande torre con base a scarpa sul punto più alto del poggio.
In seguito venne costruita la cinta muraria intorno al paese, rafforzata da torri e torrioni. Nel 1447 Alfonso d'Aragona, re di Napoli, rialzò le due torri che, a seguito della costruzione di due piani di abitazioni, assunsero la veste di un vero castello. Dopo i d'Aragona dominarono i Piccolomini di Siena che vi rimasero per circa un secolo, quindi i Medici per 178 anni, i Lorena per 120 anni, fino a quando con l'avvento del Regno d'Italia, il castello, divenuto proprietá demaniale, rimase abbandonato a se stesso.
Verso la fine dell'800 un architetto grossetano, Lorenzo Porciatti, lo rilevò dal demanio, lo restaurò e ci venne ad abitare durante l'estate e per qualche battuta di caccia. Attualente è proprietá privata. Castiglione della Pescaia è situato sulle alture che dominano la foce del fiume Bruna a NO di Grosseto.
I ritrovamenti più antichi dell'insediamento che risalgono al periodo romano-repubblicano sono costituiti da una serie di edifici in localitá le Paduline. Foto aeree rivelano nell'area un abitato di vaste proporzioni, forse l'antico centro di Salebrum, del quale non si ha documentazione nel ME. Dal secolo X Castiglione fu dominio di Pisa, cui Ottone I di Sassonia concesse il controllo della costa da Porto Ercole fino alla foce dell'Arno. Durante questo periodo fu costruita la prima grande torre con la base a scarpa.
Di fatto furono i signori Lambardi del vicino centro di Buriano , che, in conflitto con gli Abati di Sant Antimo che ne rivendicavano il possesso, dominarono il territorio Castiglionese. Solo nel XIII sec. il paese divenne un libero comune.
Due secoli dopo, in seguito alla diminuzione della popolazione e delle attivitá commerciali, gli abitanti del borgo abbandonarono la parte bassa e si stabilirono attorno al Castello che venne fortificato. Nel 1446 il paese fu occupato dagli Aragonesi e venne ceduto come dote di Eleonora di Toledo a Cosimo I dei Medici. Due sono le testimonianze della bonifica lorenese osservabili a Castiglione della Pescaia: la Casa Rossa ed il ponte Giorgini.
Il matematico Giorgini (1827) fu infatti incaricato da Leopoldo II di Lorena per la realizzazione di un intervento al fine di risolvere l'ormai secolare problema delle aree paludose. Secondo lo studioso la malaria era causata dalla mescolanza delle acque dolci con quelle salate. Il suo intervento si realizzò nella suddivisione delle aree paludose in cinque bacini, corrispondenti alle valli maggiori, di cui si doveva favorire l'essiccamento naturale. Nel 1827 fu costruito sul fiume Bruna il ponte a tre luci con cateratte che si aprivano in direzione del mare. Pochi anni dopo iniziarono gli scavi del primo Diversivo che collegava l'Ombrone alla foce del Bruna, passando per la localitá Bucacce, a cui seguirono gli scavi di un secondo Diversivo con un percorso simile all'antico Canale Navigabile.
Le societá preindustriali definivano la spiaggia come uno spazio marginale in quanto non coltivabile, nè agibile al pascolo. Le uniche attivitá che vi venivano svolte si limitavano alla raccolta di sterpaglie deposte dal mare per farne legna da ardere e all'esercizio di forme minori di pesca; infine sulla spiaggia venivano trascinate in secca le piccole imbarcazioni. L'inizio del cambiamento dell'uso della spiaggia si potrebbe correlare al "villeggiare" di stampo ottocentesco. Questo tipo d'uso mutò nel ventennio tra le due guerre. Attraverso questa mutazione dovuta a processi di massificazione nell'uso del tempo libero e ad un nuovo approccio tra il corpo ed il sole e fra il corpo e l'acqua, la spiaggia non solo cessa di essere marginale, ma diviene il luogo centrale del soggiorno. A questa improvvisa e fortissima domanda di spiagge fa risposta l'edificazione delle stesse: in queste spiagge, non solo si può trovare cibo e bevande, musica e giochi, pista da ballo e pattinaggio, alberghi e parcheggi, ma anche tutta quella serie di elementi che si definiscono di urbanizzazione primaria. Questo processo di urbanizzazione iniziato negli anni Trenta, riprende con grande vigore dopo la guerra, fino ai nostri giorni.
Anche le spiagge di Castiglione della Pescaia hanno seguito questo percorso di edificazione ed adesso il turismo balneare è una delle maggiori risorse del paese. Il mare, che è l'elemento naturale predominante, è soggetto a violente mareggiate con venti preponderanti da NO e O in estate e da SE e SO in inverno. Le spiagge, una propria del lungomare di Castiglione della Pescaia che arriva fino a Punta Capezzolo e l'altra che arriva fino a Le Marze , rappresentano, con la loro forma a falce, esempi di equilibrio fra le correnti marine ed i venti grazie anche al regolare spostamento dei materiali di riporto forniti dalla foce del fiume Bruna. La pineta completa la cornice variopinta del litorale, mentre il verde della macchia mediterranea colora le alture alle spalle del paese.
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